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Evoluzione forzata

I danni economici di questa crisi li pagheremo con anni e anni di rinunce ed umiliazioni.

Per me sarà una grande batosta, probabilmente dovrò una volta di più cambiar vita, ma sono comunque ottimista e spero che sia una occasione per uscire dal tontonesimo ed entrare in un'era che valorizzi il pensiero.

Molti si danno alla cucina, molti ridipingono la casa, tutti mettono in ordine. Bloccati in casa per settimane cerchiamo nuovi passatempo ma soprattutto ci industriamo a fare qualcosa di nuovo, a imparare.

E non ci stiamo specializzando in quel che già sapevamo fare, stiamo cercando dei personaggi che nella precedente frenetica vita non avevano il tempo e la ragione di venire allo scoperto, perché dovevamo correre al lavoro portare i bambini a scuola programmare le vacanze e pensare ai soldi soldi soldi.

Fra qualche settimana milioni di persone fortemente cambiate usciranno di casa e si ritroveranno a interagire fra loro.

Pochi saranno totalmente diversi, ma tutti saranno cambiati: il cuoco non diventerà chirurgo e il chirurgo non prenderà il posto del ballerino, ma tutti insieme svilupperanno, svilupperemo, un nuovo pensiero sulla società con diversi valori e diverse competenze, in cui, immagino e mi auguro, la costruzione del futuro e l'arte di rinunciare allo spreco saranno obiettivi condivisi.

Sicuramente staremo più attenti alla salute, all'ambiente, alla prevenzione e allo studio . Questa pestilenza non sarà l'ultima, ma certamente per tanti anni sarà la sola a averci trovati così impreparati.

"Ma effettivamente si poteva dire che allora, alla metà del mese d'agosto, la peste aveva ricoperto ogni cosa: non vi erano più destini individuali, ma una storia collettiva, la peste, e dei sentimenti condivisi da tutti."

Albert Camus, La Peste

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