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Perché sto a casa


Mi propongono pranzi, cene, aperitivi, e io declino. Abito solo, fortunatamente in una bella casa dove non mi sento recluso e che mi da da fare. Mi piace migliorarla e tenerla in ordine. Mi piace anche cucinare e fare conserve ma soprattutto in casa ci lavoro da anni per cui il mio ritmo quotidiano con la chiusura non cambia.


Fin qui sembra tutto facile, ma in realtà anche a me piace ospitare amici, uscire a cena ( anche se dove abito non si usa ospitare ), e andare a spasso; Però credo che per ridimensionare il Covid non si debba uscire di casa e sono allergico alle scuse e mezzucci per aggirare le disposizioni che tanti si inventano, mi ricordano la propensione comune a far pagare le tasse agli altri.


Molti pensano di essere immuni alla malattia perché non se la meritano, perché troppo giovani, perché le statistiche, ma dimenticano che il problema della società non è la tua salute, singolo egoista, ma quella degli altri.


Io non vedo nessuno e quindi sono ragionevolmente sano, ma se vado a fare il bancomat e uso la tastiera infetta, poi passo dal verduraio e gli do una banconota infetta lui si ammala e magari muore, magari no, certamente ne infetta un bel numero prima di sviluppare i sintomi; Io invece mi pulisco per bene le mani e torno a casa a cucinarmi i carciofi senza che il virus mi tarli. Chissà quanti ne ho ammazzati ...


Ogni contatto aiuta il virus a moltiplicarsi, quindi sto a casa.
















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