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La coppa di carta

March 1, 2016

La Coppa America era una sfida fra nazioni che mettevano in piazza il massimo della loro tecnologia e preparazione tecnico-sportiva per sancire la supremazia su terra e mare. Per anni ha avuto il fascino dell'impossibile sfida alla superpotenza che aveva la Bomba l'Apollo e la tv a colori, tanto che gli Italiani chiesero il permesso di partecipare e gli fu detto no, lasciate stare, non ci sembra il caso, come fossero barboni all'ingresso di un ristorante parigino.

 

Ora la bomba e la tv a colori ce l'hanno tutti, dell'Apollo non gliene frega a nessuno e per partecipare basta pagare. Un tempo spendevi i milioni per la barca, ora li spendi per l'iscrizione, è la new economy che finge di regalarti il telefonino se sottoscrivi un contratto capestro che ti fa partecipare alla coppa se compri la barca dal tuo avversario che fra l'altro stipendia gli stazzatori che guarda caso non gli pesano le barche, e si leva da San Francisco dopo che l'ultima volta gli hanno fatto scoppiare un po' di foche, hanno lasciato le gradinate vuote e per quel poveretto che è morto nell'esplosione della barca che seguiva tutti i crismi del regolamento e che gli stazzaori avevano pesato accuratamente non è stato messo in galera nessuno.

 

Ora la Coppa America è un cartone col buco di quelli in cui mettevi la testa al luna park per fare la foto, basta pagare e sei sulla barca volante, ma  raccomando on vincere troppo se no ti squalifichiamo. Bravo Bertelli , hai fatto bene a levare da sta buffonata i tuoi Lunarossa, tu sei  onesto, otrmai no dei pochi che non si mettono le coppe in mano da soli.

 

 

 

 

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